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Il mensile on -line

Data 30/06/2007
 

Preti contro imam. E’ una partita di beneficenza

di Italo Mastrangeli

Sarajevo(Bosnia Erzegovina) - Preti cattolici e imam musulmani si sono sfidati, venerdì 29 giugno, su un campo di calcio a Zenica, città nel centro della Bosnia Erzegovina.

Per la prima volta da quando è finita la guerra, che negli Anni 90 devastò il paese, i due gruppi di religiosi hanno giocato per promuovere il dialogo tra culture, contro l’intolleranza e i pregiudizi. Non solo, scopo del match raccogliere un po’ di fondi da devolvere all’orfanotrofio locale.

“Abbiamo voluto inviare un messaggio di tolleranza – ha spiegato Stipo Karajica allenatore della squadra dei preti – e sono rimasto molto colpito dal successo dell’iniziativa”. Infatti la cosa ha avuto un certo successo: 5.000 euro d’incasso e migliaia di spettatori.

Per la cronaca la partita è terminata col punteggio di 2 a 1 in favore dei preti e, visto il buon esito che l’iniziativa ha riscosso, gli imam non dovranno aspettare molto per avere la rivincita. Come conferma lo stesso Karajica: “Ci siamo già messi d’accordo per ripetere l’avvenimento”.

La bella iniziativa delle due comunità di Zenica è arrivata in un momento molto particolare per la Bosnia Erzegovina. Dalla capitale, Sarajevo, infatti, è giunto l’allarme di una imminente crisi politica del più fragile stato della ex Jugoslavia. Rigurgiti di retorica nazionalista sono stati imputati ai leader delle varie comunità etniche, come affermato nei giorni scorsi dall’uscente alto commissario dell’Onu, il tedesco Christian Schilling: “La Bosnia è di nuovo minacciata da una grave crisi politica, provocata da taluni leader che giocano ancora con i residui di una irresponsabile retorica nazionalistica”. Schilling ha inoltre segnalato come il rallentamento alle riforme abbia creato una crescente “sfiducia” della popolazione verso l’attuale classe politica. Il rischio paventato è quello di mettere in discussione la pace di Dayton del 1996 e far ripiombare sul paese lo spettro di una nuova guerra.   

 

 

 

 

 

 

 

   
 
   
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