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Data 11/04/2007
 

La scomparsa dei fatti - Libertà di stampa e lo stato di informazione in Italia sono i temi del nuovo libro di Marco Travaglio

di Valeria Damiani

Il 4 Aprile 2007 a Latina, nella sala conferenze del Palacultura, il giornalista Marco Travaglio ha presentato il suo libro La scomparsa dei fatti. Si prega di abolire le notizie per non disturbare le opinioni (Ed. Il saggiatore). Tema centrale del testo: lo stato attuale dell’informazione in Italia e i mille pericoli che corre la libertà di stampa.

Marco Travaglio, che ha scritto sul Giornale all’epoca di Indro Montanelli, poi sulla Voce e oggi sull’Unità, si è sempre contraddistinto per il suo parlare chiaro e il suo attenersi ai fatti.

Il dibattito è subito acceso quando si parla di fatti passati in sordina quando, invece, avrebbero dovuto riempire pagine di quotidiani.

Secondo Travaglio c’è una vera e propria “manipolazione della notizia”, da parte del potere ma anche degli editori di certa stampa, che il giornalista definisce “impuri”, che sono impresari, costruttori che sfruttano il giornale per vendere i loro prodotti. Se l’informazione è condizionata, ai cittadini arriverà inquinata, addolcita e non corrispondente al vero.

Per di più i grandi quotidiani italiani si stanno man mano uniformando, ormai fanno gli stessi titoli dei tg, riflettono la televisione, senza dare notizie in più. Un giornale come quello di Feltri (Libero) vende perché fa titoli diversi dagli altri.

Travaglio racconta un episodio che può far sorridere, ma in parte sconcerta: “all’indomani del processo al capitano Ultimo, che fece arrestare Riina, ma lasciò che i mafiosi entrassero a perquisire la  casa del boss prima della polizia,  il Corriere della Sera intervista Raul Bova (Capitano Ultimo nella fiction), quando sarebbe meglio intervistare persone vere”.

 

Non va meglio in televisione: Mediaset ha un unico proprietario, mentre alla Rai comandano i partiti. Ci sono programmi come Porta a Porta o Ballarò, che non raccontano i fatti ma invitano i  politici a dare la loro opinione. Travaglio, con piglio polemico, definisce la televisione “fatta a immagine e somiglianza dei politici”, e l’Authority della comunicazione “un ufficio di collocamento per politici trombati, che non sanno dove metterli”.

Continua la sua requisitoria prendendo di mira Vespa e il suo programma: quando succede una cosa scomoda Vespa non ne parla. Previti, parlamentare di Forza Italia fu portato in carcere, e Vespa quella sera parlava di dieta mediterranea.

Un altro tema caldo toccato dal giornalista è il conflitto di interessi. Con molta ironia dice: “hanno tolto il conflitto e lasciato gli interessi” e con una punta di sagacia “se sei al governo hai il conflitto di interessi , se vai all’opposizione scompare”.

La conferenza si chiude con una domanda del pubblico, se sia giusto votare scheda bianca. Travaglio dice: “non rivoterei la sinistra perchè hanno fatto le stesse cose di Berlusconi” ma  bisogna continuare a votare “perche votare è un diritto, ma anche un dovere”.

   
 
   
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