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Il mensile on -line

Data 25/03/2007
 

Tiziano Ferro “Prince of Latina”.
Il cantante si racconta al pubblico di Storytellers.

di Valeria Damiani

“Prince of Latina”è così che Paola Maugeri ha definito Tiziano Ferro durante la registrazione della trasmissione di Mtv Storytellers, che si è svolta il 6 Marzo scorso a Latina, città natale del cantante.  L’artista pontino è molto amato dai suoi concittadini, ma ormai il suo successo è andato molto oltre i confini italiani, basta pensare che il suo ultimo album Nessuno è solo è stato pubblicato in 44 paesi, e ha già ha venduto milioni di copie in tutto il mondo. Un  grande successo in pochi anni che non ha fatto montare la testa a Tiziano che, pur vivendo da diverso tempo a Londra,  è rimasto legato “a casa sua” come la definisce lui: cioè Latina.

Il programma Storytellers  nasce come concerto-incontro: un artista si racconta attraverso le sue canzoni regalandoci un pò di sé. Già prima di Ferro, altri nomi della musica italiana si sono avvicendati sul palco, tra i quali Jovanotti, Carmen Consoli, Negramaro…

Tiziano inizia la serata con versione acustica di Stop dimentica, dopodichè si concede alle domande della Maugeri per nulla imbarazzato, ma anzi desideroso di raccontarsi e raccontarci il suo percorso artistico, e anche qualche curiosità, come quando racconta divertito, che dopo aver scritto Rosso Relativo gli è venuto spontaneo scrivere Sere Nere per rispetto della par condicio.

Ferro fa poi un bilancio dei suoi tre dischi: “il primo è stato il più istintivo, il secondo è figlio del primo, nel senso che alcune canzoni che erano per il primo album,  sono state successivamente inserite nel secondo, mentre è con il terzo disco che l’artista dimostra se veramente vale.”

Nessuno è solo è un album più maturo dei precedenti; lo stesso Tiziano precisa che quando scrive le sue canzoni, non pensa a ciò che si aspetta il pubblico, ma alle emozioni che sente dentro, non a caso i temi predominanti sono l’amore, l’amicizia e la solitudine. E’ a questo punto della serata che il cantante, un po’infastidito, se la prende, con chi spesso gli chiede perché non scriva canzoni impegnate. L’ultimo festival di San Remo, ha visto il trionfo di due canzoni con tematiche diverse, una sulla mafia e l’altra sui malati di menti, ma con la stessa rilevanza sociale. Per l’artista pontino, è il sentimento il motore che cambia il mondo, lo scrivere per lui è quasi terapeutico: non riuscendo a esprimersi verbalmente lo fa scrivendo delle canzoni.

Dopo aver cantato Sere Nere, che l’ha consacrato tra i big della canzone italiana, arriva un ospite a sorpresa o quasi: Federico Moccia, caso letterario di quest’anno con il libro a cui è seguito l’omonimo film: Ho voglia di te.

Ti scatterò una foto è l’ultimo singolo di Tiziano Ferro che fa da colonna sonora al film. Tra i due in palco c’è uno scambio di complimenti reciproci, Moccia ama le canzoni di Ferro, perché i suoi pezzi sono delle immagini, la bellezza dei suoi testi è quella di accettare le proprie paure.

La serata volge ormai alla fine, ciò su cui vale la pena di riflettere è come, sia Tiziano Ferro che lo stesso Moccia riescano ad essere così amati soprattutto dai giovanissimi, forse perché entrambi con  parole semplici, danno voce alle emozioni che tutti bene o male hanno una volta  provato nella vita.

Scattare una foto è un po’ come voler fermare il tempo che passa, cercare di imprimere, un ricordo nella memoria e nel cuore, che spesso il tempo sbiadisce.

   
 
   
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